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sabato 28 giugno 2014

Un gelato alla lavanda home made

 



Mi piacerebbe anche stavolta potervi raccontare una storia legata a questa ricetta, ma non sempre c'è.
Se non un po' di voglia di Provenza e Costa Azzurra che mi ha lasciato il post precedente.

Non ho gran tempo di cucinare per me né per gli amici, tuttavia qualche sera fa - dopo una pizza al ristorante pulp sotto casa - ho offerto loro del gelato home made.
Adoro il gelato, specie alle creme, e impazzisco per quello alla nocciola.
Dacché col bimby me lo faccio in casa, nocciola pistacchio o mandorla non mancano mai nel freezer.
Ma per gli amici volevo osare, inventandomi qualcosa di nuovo.
Dopo aver usato tempo fa la lavanda per un creme caramel (delizioso), ho provato ad usarla anche per il gelato.
Il risultato è stato ottimo, particolare ed originale. E' stato molto apprezzato, tant'è che oggi pomeriggio penso ne preparerò altro.

Con la lavanda in cucina, il rischio è sempre l'effetto saponetta, quindi... meglio un po' d'avarizia.



Preparazione del gelato alla lavanda (con bimby tm31)

250 ml panna fresca
250 ml latte intero
140 g zucchero
1 tuorlo grande (o due piccolini)
1 cucchiaio di vaniglia in estratto (o i semi di una bacca)
2 spighe di lavanda non trattata appena secche

Far cuocere tutti gli ingredienti nel bimby per 7'/80°/vel.3.
Filtrare con un colino a maglie fini in un contenitore da freezer basso e largo, sufficiente per ottenere una mattonella alta circa due dita.
(Io uso la linea freezer di tupperware, i contenitori da 600 ml sono perfetti)
Congelare per 24 ore.
Togliere dal freezer e tagliare a cubotti.
Inserire nel boccale del bimby e mantecare, spatolando, circa 10" / vel. 6 poi 10"/ vel. 4.
Servire subito. Come tutti i gelati artigianali, si scioglie molto in fretta.





domenica 8 settembre 2013

Spatzle di spinaci e mousse ai lamponi: spunti da una cena d'ispirazione dolomitica


 

C'era una volta il tempo in cui da viaggi e vacanze si portavano a casa souvenir incredibili. Ricordo, non senza vergogna postuma, di aver regalato ai nonni materni, di rientro da una gita scolastica a Pisa, una statuetta bianca che cambiava colore col meteo. E penso con orrore retroattivo al piccolo sombrero con ventosa da parabrezza comprato ad Alicante negli anni ottanta. Sorvoliamo sulle agghiaccianti babbucce jugoslave in pelle rossa, Isola di Krk, 1984.

Per fortuna oggi i souvenir li compro di norma in drogheria, svaligiando negozi di generi alimentari tipici prima di rientrare. E' più forte di me. Sia una vacanza di due settimane o un blitz di lavoro di mezza giornata... non riesco a ripartire senza aver comprato cibo. Secondo me, ad ogni notizia di mia trasferta di lavoro a Roma, il signor Castroni stappa il Berlucchi.
Questo genere di souvenir ha il vantaggio di essere deperibile.
Sì, lo so... il viaggio è un casino. Se fa caldo, poi... girare con del burro salato artigianale nel bagagliaio non è facile (n'est ce pas, Valentina ?).  Ma pensateci bene. 
Pensate a certe maschere veneziane o statue africane che campeggiano a casa vostra o nei salotti svedesi dei vostri amici... non trovate che la deperibilità del souvenir sia un pregio davvero non da poco ?

Ho condiviso recentemente con gli amici i salumi presi ad Agosto durante le vacanze in Val Badia: kaminwurz, salame di selvaggina, speck, accompagnandoli con insalata di crauti al cumino e sesamo, sottaceti e costruendoci attorno un "prima" e un "dopo" d'ispirazione dolomitica: spatzle agli spinaci, serviti con burro fuso e ricotta di malga affumicata, e mousse vanigliata allo yogurt e salsa di lamponi.

Come primo, ho scelto gli spatzle per ragioni logistiche e organizzative, dati gli spazi angusti in cui cucino e ricevo. Questi gnocchetti possono essere cotti in anticipo e semplicemente spadellati solo all'ultimo momento. Li ho dunque preparati dopo pranzo per servirli a cena.


Spatzle agli spinaci 
(dosi per due persone)

100 gr spinaci cotti al vapore e strizzati
1 uovo (da 60 gr)
60 ml latte intero
sale, pepe, noce moscata
(circa) 120 gr di farina
"Grattugia" per spatzle (la mia, Tupperware, vecchio modello)


Per condire:
50 gr burro salato
50 gr ricotta di malga affumicata


In una ciotola capiente a bordi alti versare spinaci, uovo e latte. Amalgamare molto bene con un frullatore a immersione. Aggiustare di sale, pepe, noce moscata. Aggiungere la farina e amalgamare bene con un cucchiaio o una spatola.
La quantità di farina potrebbe dover essere variata a seconda di vari fattori (il tipo di farina, l'umidità degli spinaci, il peso dell'uovo...), l'importante è cominciare con 100 gr e regolarsi un po' a occhio, per ottenere una consistenza morbida ma non liquida, tipo puré.

Portare una pentola d'acqua salata ad ebollizione e far cadere l'impasto per formare gli spatzle con l'apposito attrezzo direttamente nell'acqua. Procedere poco alla volta. Quando vengono a galla, attendere un minuto, poi scolare con un mestolo forato e trasferire in una ciotola capiente con acqua fredda e ghiaccio, per bloccare la cottura.
Una volta pronti tutti e raffreddati, scolarli e tenerli da parte, eventualmente in frigorifero, in un contenitore ermetico unti con un cucchiaio d'olio.

Al momento di andare in tavola, io li ho spadellati e conditi con abbondante burro salato fuso e li ho serviti ricotta affumicata di malga grattugiata al momento.

Mousse di yogurt vanigliato con salsa di lamponi
(ricetta Bimby suggerita da Valentina per l'occasione)



Per la mousse

400 ml panna fresca
250 ml yogurt
1 baccello vaniglia
50 gr zucchero a velo
Montare la panna con i semi di baccello di vaniglia e lo zucchero a velo.
Aggiungere lo yogurt, amalgamando delicatamente perché la panna non smonti.
Mettere nelle ciotoline da servizio (ne escono 4 / 6, a seconda della dimensione) e riporre in frigorifero un'ora.

Per la salsa ai lamponi

250 gr lamponi freschi
1 limone
150 gr zucchero

Spremere il limone e filtrarne il succo.
Frullare i lamponi, aggiungere il succo del limone, lo zucchero e far cuocere per 8 minuti a fuoco medio, mescolando continuamente (nel bimby: frullare i lamponi 5sec/vel 7, poi cuocere 6min / 80°/ vel. 3, come da ricetta presente sul libro base).
Far raffreddare e conservare in frigorifero.
Versare sulla mousse di yogurt solo al momento di servire.








mercoledì 10 ottobre 2012

Cinquanta sfumature di mela (fool di mele alla cannella)



Forse avrei dovuto titolare questo post-ricetta apple fool, ma non volevo pensaste fosse un post-invettiva dedicato a tutti coloro che, pochi giorni orsono, hanno fatto la coda di notte davanti a fnac per accaparrarsi l'ultimo modello dell'I-phone.
Niente di tutto ciò. Solo un fool di mele: frutta, zuccheri e grassi.

Fatto è che questo dessert, qualunque frutta si usi, sempre "idiota" resta e le ragioni di tali sfighe onomastiche sembrano oscure anche a wikipedia, figurarsi a me.
Several authors derive it from the French verb fouler meaning "to crush" or "to press" (in the context of pressing grapes for wine), but this derivation is dismissed by the Oxford English Dictionary as baseless and inconsistent with the early use of the word.
Mettendo da parte studi etimologici troppo seriosi, potremmo ricondurre il nome al fatto che la sua realizzazione sia abbastanza a prova d'idiota e al fatto che, una volta pronto, solo un idiota potrebbe resistervi.

Davanti alla ampia scelta delle mele per questo fool, ammetto, ho vacillato qualche secondo.
Cinquanta sfumature di mela, roba da bestseller trentino.
Di tutte le varietà di mele, al palato amo solo le qualità dolci e farinose, ma devo dire che il colpo d'occhio dall'ortolano, con quella infinita tavolozza di cromie, dal verde acido al rosso passando per il giallo, é bellissimo e rappresenta al contempo un chiaro passaporto per l'autunno.
.. Non ditemi che è già ora di mettere le calze e revisionare la caldaia.


 

Cosa serve, per quattro coppette:

3 mele red o golden delicious
300 ml di panna fresca di qualità
1 cucchiaio di zucchero di canna (o semolato)
25 ml di brandy
una noce di burro
cannella in polvere qb
Se piace: 4 amaretti morbidi sbriciolati per il fondo delle coppette
Utensili: coppette, fruste elettriche e sac à poche con bocchetta a stella

Come fare:


Lavare con cura le mele, tagliarle a quarti e privarle del torsolo, poi a fettine senza privarle della buccia (meglio dunque se le mele sono bio).
Sciogliere in una padella antiaderente abbastanza ampia la noce di burro, aggiungere le mele, un po' di cannella e lo zucchero e far caramellare qualche secondo, poi sfumare con il brandy. Una volta evaporato il brandy proseguire la cottura delle mele per due/tre minuti (devono ammorbidirsi ma non troppo). Lasciare raffreddare.
Montare la panna (per un risultato ottimale deve essere ben fredda) e riempirvi la tasca da pasticceria.
Assemblare le coppette: prima l'amaretto, poi un po' del fondo di cottura delle mele ad ammorbidire l'amaretto, poi le fettine di mela, quindi la panna montata e per finire l'abbondante spolverata di cannella.