La giornata è stata meravigliosa, accompagnata da un cielo bizzarro (grigio al mattino, splendido a pranzo, inquietante verso l'imbrunire, piovoso al rientro). Così come meraviglioso è stato il Personal Best di Erwitt. Per il tocco ironico in ogni scatto, a cui si aggiunge anche la sagacia con cui alcune immagini sono state giustapposte dagli allestitori, in un percorso solo apparentemente casuale.
Una certa leggerezza anche nelle immagini più forti, che nella mia mente, fresca della visita alla mostra di Robert Capa, si contrappone alla crudezza delle immagini che hanno caratterizzato invece gli scatti di Capa in mostra a Verona.
Attraversando San Polo...
...verso le Zattere...
...incontrando uno scempio ambientale inaccettabile,
il passaggio della Costa Fascinosa sul Canal Grande (alla faccia dell'inchino)...
...per poi approdare alla Giudecca...
...per la mostra...
... ospitata al Tre Oci, con vista su San Marco...
...poi di nuovo verso San Marco (sospirando)...
(e stando attenti a gabbiani e piccioni)
...via Rialto...
...verso Santa Lucia (prima che piova!).
E come recitano spesso i bus di Verona:
Termine corsa Porta Vescovo
(su una tavolozza proteica all'Osteria Fuori Porta).
Il "dietro le quinte"...
(Prima domanda: siamo più idioti noi tre o il quarto che ci fotografa ?
Seconda domanda: avrà scelto un 16:9 perché noi tre siamo piccoli e paffuti mentre lui è longilineo ?)
(Prima domanda: siamo più idioti noi tre o il quarto che ci fotografa ?
Seconda domanda: avrà scelto un 16:9 perché noi tre siamo piccoli e paffuti mentre lui è longilineo ?)
























