mercoledì 21 luglio 2010
A lezione di dignità
venerdì 16 luglio 2010
Business casual

sabato 10 luglio 2010
La libertà di stampa, questo privilegio
Non voglio andarmene dal berlusconistan perché questo è il mio paese, ma quando leggo certe agenzie...E' necessario "togliere il bavaglio alla verità", un bavaglio "imposto dalla stampa schierata con la sinistra" che "è pregiudizialmente ostile al governo, che disinforma e non solo distorce la realtà ma calpesta in modo sistematico il sacrosanto diritto dei cittadini alla privacy, per esempio all'uso sereno del telefono". E' il compito che il premier Silvio Berlusconi ha affidato, con un messaggio audio, ai Promotori della libertà.
Berlusconi ha attaccato la stampa sostenendo che "il diritto alla privacy è meritevole di tutela" ma "la stampa italiana, nella sua maggioranza, ha scelto di ignorare questo principio". Secondo il premier i media fanno "disinformazione", "calpestano il diritto alla privacy " e lo fanno invocando per loro la libertà di stampa come se si trattasse di un diritto assoluto che prescinde dagli altri ma noi sappiamo che in democrazia non esiste un diritto assoluto perchè ogni diritto incontra il limite di un altro".
Il premier ha poi ribadito "l'assoluta necessità della manovra economica" che il governo sta "portando avanti". Il provvedimento, ha sottolineato il presidente del Consiglio "è in linea con quanto ci ha chiesto l'Unione europea, che ci ha chiesto di ridurre la spesa pubblica, che ormai da anni supera il nostro prodotto nazionale". (Apcom)
giovedì 20 agosto 2009
Una lettura Capalb-idiota

Di solito non perdo tempo a "demolire" dei testi, se non li amo. E' un fatto soggettivo, ne sono consapevole, quindi evito di farlo. Preferisco raccomandare testi che ho amato, piuttosto che il contrario. Stavolta però la lettura da ombrellone de "L'era del cinghiale rosso" di Giovanna Nuvoletti (ed. fazi) mi ha lasciato il retrogusto della frode letteraria... sì, insomma, è una di quelle rare vole ti cui mi verrebbe da dire "A RIDATEME I SOLDI!" E quindi, eccomi... pur con tutti i limiti della soggettività del giudizio.
L'ho acquistato allettata da un lungo servizio apparso il 25 luglio su Io Donna, servizio in cui peraltro Cristina La Cava definiva il lavoro della Nuvoletti delizioso; ma il libro - per me - si è rivelato una vera e propria delusione. Lo chiamo "libro" e non romanzo volutamente, in quanto lo reputo un testo con debole pretesa romanzesca che finisce troppo spesso ad essere rivista gossippara da un lato e autobiografia con ritratto di famiglia dall'altro. Derive che hanno la conseguenza di rendere il testo irritante quando autocelebrativo e brutto quando gossipparo. Irritante soprattutto quando l'autrice parla di sé in terza, narrandoci le proprie gesta sociali o incensando la famiglia del marito. Meglio sarebbe stato avere il coraggio di scrivere in prima persona una bella saga familiare autobiografica ambientata a Capalbio. Brutto perché 18 euro per pagine e pagine di nomi e cognomi e poca storia sono davvero troppi. Sono troppi anche per un elenco di nomi di luoghi descritti solo sommariamente, pertanto inutili a chi Capalbio non la conosca. Ma forse è proprio lì la questione: più che un romanzo, magari è solo un divertissment celebrativo tra amici che hanno passato tante estati insieme, un house organ di una comunità. E se così fosse, Fazi, peccato sprecare un codice ISBN.
giovedì 11 giugno 2009
Coco Chanel devant nous, Cocodé derrière nous

giovedì 30 aprile 2009
Susanna sulla soglia

mercoledì 18 febbraio 2009
Volevo fare la madonna
