giovedì 11 giugno 2009

Coco Chanel devant nous, Cocodé derrière nous


Cinema K2, 9 giugno. Si va a vedere Coco avant Chanel. Dopo un primo tempo distrubato dalla radiocronaca-commento di ogni scena da parte della tizia seduta dietro di noi, la mia amica si stufa e si gira verso la signora. "Scusi, potete smetterla di parlare ? Sarei venuta qui per sentire il film, non i vostri commenti. Diversamente, se vuole commentare, stia a casa a vedere la TV". Certo, un cortese affondo a gamba tesa, nel perfetto stile-monica. La tipa bofonchia un incattivito "Ma fatti gli affari tuoi" dimostrando tutta la sua grettezza, nel merito e nel metodo. Nel merito, perché la risposta non é pertinente alla questione sollevata. Nel metodo perché si é permessa di dare del tu. E non si fa. E' con sorpresa che più tardi mi accorgo che la donna in questione é una nota anchorwoman locale, ma sì dai... non fatemi far nomi... Alla luce di questo particolare mi permetto di suggerire all'interessata, ma anche ai tutti i suoi colleghi, la lettura de "L'ultima lezione di Enzo Biagi", scritto dalla sua collaboratrice AnnaRosa Macrì. Mi riferisco all'aneddoto relativo all'intervista al tossicodipendente citato nel libro. Per imparare l'ultima lezione da un Giornalista.

giovedì 30 aprile 2009

Susanna sulla soglia


Matteo B. Bianchi dice: "Sulla carriera di Susanna Bissoli sono disposto a scommettere la reputazione. Tenetela d’occhio, perché è bravissima".
Se avessi uan reputazione che conta, me la giocherei anche io. In assenza di ciò non posso che consigliare vivamente la lettura di Susanna Bissoli in "Caterina sulla soglia", ed. Terre di Mezzo.

mercoledì 18 febbraio 2009

Volevo fare la madonna


Si parlava di modelli femminili e di nemesi. E lei ha esordito così: "Volevo fare la Madonna". Mi fa sorridere divertita la mia amica quando racconta delle frustrazioni legate alle recite scolastiche, in cui avrebbe voluto fare la first lady della grotta e invece finiva puntualmente a fare il re magio. Io da bambina giocavo alle Charlie's Angels con due vicine di casa, Sonia e Anna. Anzi, noi giocavamo alle Ciarli Sengels, come dicevamo allora, a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta. Erano anni in cui i bambini popolavano i cortili dei condomìni, abitavano gli atrii e i sottoscala, giravano allo stato brado per l'isolato su biciclette sgangherate. In quegli anni, giocare alle Ciarli Sengels era veramente d'avanguardia.

E io finivo sempre a fare Sabrina.

Con gli occhi di adesso non era niente male, Sabrina, ma allora per me l'angelo Duncan era un indubitabile cesso, specie se messa al confronto imposto dall'avvenenza delle altre due. Obiettivamente, ero l'unica con il caschetto moro. E col senno di poi, oggi pagherei per essere Sabrina. Ma allora era come dirmi di fare Melchiorre, Baldassarre oppure Gaspare, senza preferenze o distinguo di sorta.

venerdì 19 settembre 2008

La bidella

Cercano di farla passare come "un'opportunità", da buoni présidi. In realtà, alla sottoscritta bidella è stata affidata un'altra aula aggiuntiva e altri marmocchi che non fanno che attaccare le gomme sotto ai banchi. Lo stipendio rimane lo stesso e il mocio wileda pure.

lunedì 4 agosto 2008

La mia casa a Nizamuddin West

Un anno fa (more or less) trovai la casa dove abito adesso.

Da G. Cederna, Il grande viaggio






















lunedì 29 gennaio 2007

28 gennaio, il santo del giorno è S. Molon


Compleanno di Monica alla solita osteria di via Cantarane. Zanotto ha voluto bloccare la città alle auto ? Noi rispondiamo facendo i nostri... porci comodi. Con un pezzo di maiale da quattro chili per 7 persone, che entrava a malapena in forno. Arriva in tavola accompagnato da un'insalatiera contenente un litro di sugo di cottura, o meglio il "porco liquido".
Porco liquido... Waz, servendosi, ne rovescia un po' sulla tovaglia, io lo recupero col dito tamponandomici il collo, come si usa fare con lo champagne. Parte una surreale discussione sull'opportunità di farne un profumo d'eccezione, si apre una sessione di branding per trovare il nome del profumo al porco liquido. Lancio l'idea per la variante leggera, estiva, per l'eau fraiche: ROYA BREEZE. Seba sta per svenire dal ridere, pensando alla confezione Kenzo-Style. Il Roya Breeze sarà il profumo cult dell'estate a Veronetta. E così, San Molon è stato celebrato anche questa settimana.

giovedì 28 dicembre 2006

Scuola dell'obbligo

Il dibattito sull'istruzione acceso recentemente alla luce di fatti di cronaca riporta alla mia memoria la mia scuola media, la Felice Casorati di Pavia, ai tempi gestita con indomito orgoglio e ferrea italica disciplina dal signor Preside Pietro Marchetti.
A pensarci bene, con il senno di poi, è una storia agghiacciante, ma va raccontata.
Il suddetto dirigente scolastico ci obbligava ogni anno a cantare l'Inno della scuola media da lui composto e musicato dal prof. Mazzocchi, docente di musica.
La melodia, nonché l'ensemble, ripensati oggi, sembrerebbero la versione pediatrica di "fascisti su marte". Mancava solo il passo dell'oca, e sembravamo un raduno della GIL.
Questo lo stralcio di testo che ancora mi ricordo:

Inno della scuola media

Alto nel ciel folgorante brilla il sol
e l'augel nell'azzurro spicca il vol
Battono i cuor entro i petti con ardor
scuola di fervor tu ci prepari con amor

Studenti siam d'una scuola ch'è fermento
Pronti noi siam ad oprar con sentimento
Studio e lavor ci preparan mente e cuor
L'avvenire noi siam, ital popol di doman.

Succedevano cose così, caro Fioroni. Nessun media se ne occupava, nessun genitore protestava, nessun nonno partigiano denunciava, nessun telefonino riprendeva.
Signori, non era il 1932.
Era il 1985.