lunedì 16 maggio 2011

Ma quanto "ingaggia" il cioccolato !?



Ieri sera ho fatto una torta molto easy, da merenda, che era stata proposta in settimana tra le ricette del giorno del sito bimby, che quotidianamente pubblica un'idea. Buono lo spunto, perché non contiene né olio né burro, ma solo ricotta come legante e tre uova (che ho ridotto a due più acqua). L'ho portata in ufficio oggi, per una riunione a tema "engagement". E quale pretesto se non una torta della nonna per stimolare la coesione tra colleghi ?


La riunione è partita dal MBI, Maslach Burnout Inventory, per poi atterrare sul BMI, Body Mass Index...


Come spesso succede, la soddisfazione più grande la danno i colleghi o gli amici, quando si portano a casa la doggy bag con gli avanzi senza troppi complimenti. E quando la ricetta si allega alle minutes della riunione.



Resoconto - follow up



Cake salato alle olive taggiasche e timo.



Resoconto della settimana



Gli esperimenti non mi soddisfano. I tre cake salati che finora ho fatto (pomodori secchi, pancetta affumicata - quello nella foto, e olive taggiasche e timo), presi da fonti varie, più o meno autorevoli, non incontrano il mio gusto. Restano sempre troppo umidi e spugnosi, con un retrogusto d'uovo che dunque "sa da freschin", come dicono a Verona. Non sono ancora riuscita a fare un cake salato che non sapesse di frittatona. Per l'ultimo, quello di stamani alle olive, ho seguito anche il consiglio della ragazza del negozio specializzato, che usa al massimo due uova e sostituisce le eventuali restanti richieste dalla ricetta con 50 grammi d'acqua. Ho provato anche lieviti diversi: di birra fresco, per torte salate istantaneo e anche la baking powder "fatta in casa", con cremor di tartaro e bicarbonato. Poi mi è venuto un dubbio: non è che per caso la consistenza del cake salato è proprio questa ? E che sono io a volere invece un pane condito ? Nel dubbio... gli esperimenti continueranno.

domenica 15 maggio 2011




Nel numero in edicola di Corriere Cucina c'è un servizio dedicato alle ciliege che propone un clafoutis delizioso. Il clafoutis è bello, come i soufflé, nei primo trenta secondi dal parto, ma l'ho affrontato curiosa, pur consapevole dell'effetto sgonfiamento. Tornando alle ciliegie... ora, offrire un dolce che costringa i commensali a sputare i noccioli non sembra elegante. Offrire un dolce che costringa me a snocciolare le ciliegie per loro mi sembra altrettanto inopportuno... ecco dunque il clafoutis alle fragole. E visto che non amo il retrogusto d'uovo, questa è la prova che dopo la colpa, c'è il dolo.
Addio anche per quest'anno agli agretti. Salutiamo le barbe di frate, che finiscono la loro breve stagione suicidandosi in una semplice e gustosa quiche con il primosale, ma con un'ingloriosa brisé preconfezionata.



Torta caprese al limone, con limoni in arrivo dal cilento e il limoncello di Valentina (anche la ricetta è di Valentina)
Ok, Pasquale ha ragione. I miei tentativi di esportare Napoli "giù al nord" sono anemici, e anche questa pizza di scarole trasuda più nebbia che geni partenopei. Ma almeno mi applico, dannazione. E - mi creda - era buona !