Dovete sapere che nel ponte 25 aprile - 1 maggio ho guadagnato tre chiletti abbondanti. Così, alla ripresa del normale train de vie, mi sono imposta di moderarmi un po'. A pranzo spesso mi aiuta la mia amica Vale, che condivide con me tanto i buoni propositi quanto la propensione allo sgarro.
Ci controlliamo reciprocamente i vassoi del self service... tristezza nella tristezza. L'altra sera ho partecipato con lei ad una serata tra noi "befane " ;-), che prevedeva cena allestita sul momento come prestesto per una dimostrazione di noti contenitori in plastica. Abbiamo cucinato insieme, cogliendo l'occasione per condividere ricette nuove ed esperimenti in diretta. I miei propositi erano due: mangiare solo pollo e verdurine e non spendere soldi in barattoli costosissimi.
Secondo voi... com'è andata a finire ?
Risotto al basilico e cipollotto dolce
Tatin di peperoni (da accompagnarsi con burrata, pena cazziatone della Vale... ne so qualcosa)
Gelato pistacchio e miele home made
Torta marsalata al cioccolato
Sul proposito no-shopping... parlerò solo in presenza del mio avvocato.
Ringrazio Anna, Silvia, Valentina e Valeria per la bella serata. Valeria (di Pane per i tuoi denti), grazie per il tappetino da impasti in silicone, fantastico !
Questo post risponde a una richiesta di Monica che, dalle pagine di Le Coucou, chiede una ricetta che preveda erbe aromatiche.
Anche a me piace avere una varietà di erbe aromatiche sul balcone, anche se il mio pollice nero miete vittime quasi settimanalmente. Le mie erbette, o fioriscono come petunie, o muoiono, bruciate dal sole o dall'annaffiatoio.
Quando guardo la fila di vasetti schierati sul terrazzino mi sento Nanni Moretti in Bianca. U-gu-ale.
Nonostante lo scenario, come arriva il bel tempo continuo a riempire quel buco di terrazzino in mezzo ai tetti con un sacco di piantine. Le adoro tutte, ma la mia preferita è la santoreggia.
In estate le uso molto e, qaundo sono da sfoltire, preparo talvolta burro salato aromatizzato che conservo in freezer, "spalmato" nei cubetti del ghiaccio, usando il burro di Sepp.
A Monica suggerisco i fusi di pollo alle erbe aromatiche. L'idea di questo pollo è totalmente "rubata" a un vecchio numero di Sale e Pepe, non saprei più dire di che mese e di che anno, forse 2008. Anche questa ricetta - come tutte quelle di Sale e Pepe - é a garanzia di riuscita e ad alto grado di soddisfazione, pertanto la ripeto spesso quando ho le erbe a disposizione.
E' un pollo dalla resa profumatissima e succosa, semplicissimo; inoltre il bouquet di aromi, cambiando ogni volta in proporzioni e composizione, riserva sempre delle sorprese sulla nota che dominerà al palato.
Per questa preparazione ho usato:
Fusi di pollo con la pelle
Un mazzetto misto di erbe aromatiche fresche (tutte quelle che ho al momento sul terrazzino: basilico, menta, rosmarino, origano, timo, erba cipollina, salvia e santoreggia)
Sale e pepe
Burro alle erbe aromatiche
Come prepararla:
1. Lavare (con acqua e magari un po' di succo di limone) e asciugare i fuselli di pollo; preparare un trito a mezzaluna (o al mixer) di tutte le erbe aromatiche che avete a disposizione, fresche, lavate e asciutte.
2. Togliere delicatamente la pelle dai fusi, passando le dita sottopelle e aiutandosi, se servisse, con un coltellino; lasciarla comunque attaccata all'osso, rivoltandola.
3. Spennellare la polpa con un po' di vino bianco. Salare e pepare.
4. Appoggiare, premendo leggermente, il trito aromatico sulla polpa del pollo, da tutti i lati.
5. Ricomporre i fusi: rovesciare nuovamente la pelle del pollo sopra la polpa e il trito
6. Aggiungere un po' di burro aromatizzato con le erbe, giusto un velo; cuocere in forno già caldo a 180* per 45 minuti.
Sto cercando di capire se l'erba amara regalatami da Monica lo scorso anno stia per miracolo rispuntando... nel caso toccherà a lei darci una ricetta per usarla !
Trenta aprile: cronaca di una gita a Venezia, con Lettuce, Nick e Bob, per la mostra di Elliot Erwitt alla Giudecca.
La giornata è stata meravigliosa, accompagnata da un cielo bizzarro (grigio al mattino, splendido a pranzo, inquietante verso l'imbrunire, piovoso al rientro). Così come meraviglioso è stato il Personal Best di Erwitt. Per il tocco ironico in ogni scatto, a cui si aggiunge anche la sagacia con cui alcune immagini sono state giustapposte dagli allestitori, in un percorso solo apparentemente casuale.
Una certa leggerezza anche nelle immagini più forti, che nella mia mente, fresca della visita alla mostra di Robert Capa, si contrappone alla crudezza delle immagini che hanno caratterizzato invece gli scatti di Capa in mostra a Verona.
Attraversando San Polo...
...verso le Zattere...
...incontrando uno scempio ambientale inaccettabile,
il passaggio della Costa Fascinosa sul Canal Grande (alla faccia dell'inchino)...
...per poi approdare alla Giudecca...
...per la mostra...
... ospitata al Tre Oci, con vista su San Marco...
...poi di nuovo verso San Marco (sospirando)...
(e stando attenti a gabbiani e piccioni)
...via Rialto...
...verso Santa Lucia (prima che piova!).
E come recitano spesso i bus di Verona:
Termine corsa Porta Vescovo
(su una tavolozza proteica all'Osteria Fuori Porta).
Il "dietro le quinte"...
(Prima domanda: siamo più idioti noi tre o il quarto che ci fotografa ?
Seconda domanda: avrà scelto un 16:9 perché noi tre siamo piccoli e paffuti mentre lui è longilineo ?)
Negli ultimi giorni, i pasti a casa hanno lasciato spazio a molte uscite; non partendo, i "ponti" vari hanno offerto l’occasione di andare spesso a cena fuori con amici o colleghi. L'occasione di provare posti nuovi, di riscoprirne di vecchi (tipicamente quelli stagionali, al lago di Garda), di decretare finalmente la "pizzeria preferita 2012"... E anche a casa, non mi sono certo risparmiata. Basti dire che, negli ultimi giorni, per l'unica cena sinora trascorsa tra le mura domestiche ho preparato... mexican fajitas, giusto per stare leggeri !
Così, uno strappo alla regola dopo l'altro, arriva sempre il momento di mettere in funzione il robottone per la preparazione della consueta vellutata del pentimento.
Le minestre di verdura - l'ho già detto, mi ripeto - sono state l'incubo della mia infanzia e adolescenza. Sarà per questo che - nonostante oggi mi piacciano e anche parecchio - conservano sempre in fondo in fondo ques'aura quaresimale, da supplizio gastronomico. Un retropensiero che, notavo, accomuna ancora, nonostante anni di rehab, quelli che come me sono stati adolescenti ai tempi del Burghy.
Vellutata verde primavera con timo e pecorino (Esecuzione con Bimby)
Cosa ho usato
Un porro grande o due medi
Due zucchine
Una patata piccola
Una manciata abbondante di piselli freschi sgusciati
Dado casalingo di verdure (bimby), un cucchiaino
Acqua calda del rubinetto (stesso peso delle verdure)
Scaglie di pecorino stagionato tagliate con il pelapatate
Basilico fresco, un ciuffetto
Timo fresco, 5-6 rametti sfogliati, tenendo le cimette per decorare
Pepe bianco
20 grammi olio evo
Come la preparo con TM31
Pulire le verdure, tagliarle a tocchi e pesarle (io uso il cestello appoggiato sopra il coperchio del boccale)
Mettere nel boccale il porro, tritarlo qualche secondo a vel. 7 poi raccogliere sul fondo con la spatola
Aggiungere l’olio extravergine e rosolare 2’ /100° / vel. 1
Aggiungere le altre verdure, l’acqua calda in quantità/peso pari alle verdure (leggermente superiore se volete un effetto più brodoso), il dado, il basilico, il timo e cuocere 25’ / 100° / vel. 1 con il misurino.
A cottura ultimata, portare lentamente le lame a velocità 9 e frullare per 30-40”.
Servire con un filo d’olio, timo, pepe bianco e pecorino.
Senza Bimby l'esecuzione è identica: si prepara un soffritto con i porri, si aggiungono le altre verdure tagliate piccole, l'acqua calda di peso poco superiore al peso delle verdure, gli aromi e il dado vegetale, si copre e si fa cuocere per circa mezz'ora. Infine, si passa il tutto con un frullatore a immersione. Servire sempre con un filo d’olio, timo, pepe bianco e pecorino.
Sarà la fiacchezza da cambio stagione, aggravata da una temperatura schizofrenica che non fa certo bene al fisico. Poi sarà che sono stata parecchio impegnata, spesso fuori casa. E' il primo sabato da tempo che passo a casa mia. Ho toccato il fondo, cliccando il pomodoro per farmi consegnare la spesa a casa direttamente da Esselunga. Decisamente pratico ma abbrutente, per me che amo andar per botteghe di quartiere e non simpatizzo per la GDO. Sono le 16 e mi accingo a caricare la quarta lavatrice. Io non so voi, ma... anche i vostri week end sono faticosissimi ?
Ma veniamo alle polpette.
Non ho assolutamente idea di come sia il medio oriente, ma se dovessi ad occhi chiusi immaginare un gusto che me lo rappresenti, penserei a qualcosa del genere.
Speziato, con retrogusto acidulo.
Cosa serve
Per le polpette:
Un paio di cipollotti
Un pezzo di scorza di limone
Mezzo spicchio d’aglio, senza germoglio (anche meno)
Un centimetro di radice di zenzero, pelata
Un ciuffo di coriandolo fresco
450 grammi di petto di pollo a tocchetti
Un cucchiaio raso di curry in polvere
Un pizzico di semi di cumino
Sale e pepe
Farina 50 grammi
Olio di semi per friggere
Per la salsina:
125 g di yogurt intero (il magro per me è troppo acido)
Sale, pepe abbondanti
Coriandolo fresco tritato
Erba cipollina tagliata a tocchettini con la forbice
Come le preparo
Metto nel boccale del mixer cipollotto, aglio, scorza di limone zenzero e coriandolo (lavato e asciugato) e frullo qualche secondo, poi metto un attimo da parte. In alternativa, si può sminuzzare tutto a mezzaluna.
Nello stesso mixer inserisco il pollo a tocchetti piccoli e lo sminuzzo qualche secondo.
Aggiungo il trito preparato, curry e cumino, sale e pepe, eventualmente un cucchiaino d’olio evo e di succo di limone, amalgamando il tutto qualche secondo.
Formo le polpettine dosando l'impasto con un cucchiaino da thé. Le faccio piccole, di circa 3 cm di diametro.
Scaldo abbondante olio per frittura, nel frattempo infarino le polpette. Le friggo per immersione, bastano pochi minuti.
Servo infine accompagnando con insalatina e salsa di yogurt.
E mi è venuta voglia di rivedere quel capolavoro di film che è Il giardino dei limoni.
Una Pasqua pavese la mia, dunque... niente cucina, questo week end. Solo gambe sotto il tavolo, degnamente coccolate dalla cucina della signora Piera Spalla Selvatico che, da decenni, guida uno splendido ristorantino della tradizione in oltrepo pavese, a Rivanazzano. Un menu decisamente calibrato e pienamente stagionale, quello proposto dal Selvatico per Pasqua, con uso di borragine (fiori compresi), barba di frate, uova di quaglia, carciofi, ortiche... E per Pasquetta, un giro in città, nonostante il cielo bigio e un'arietta tagliente.
La statua della lavandaia, affacciata sul Ticino, sul Ponte Vecchio e sulla cupola del Duomo
Università di Pavia - il cortile teresiano e le torri medievali